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La prima volta che parlai con una persona nata in Sardegna e mi disse che la capitale dell’isola si chiamava Cagliari, mi vennero in mente immagini di piste da sci, bandiere olimpiche e campi di hockey su ghiaccio. Confondevo la capitale della Sardegna, isola al centro del Mediterraneo, con la città canadese di Calgary, dove alcuni anni prima furono celebrate le Olimpiadi invernali! Questo era tutto ciò che conoscevo sulla Sardegna: cioè nulla. [...] Oggi, quando racconto alla gente dei miei viaggi in Sardegna, molti mi parlano dei Corsi o di Napoleone, e non solo non sanno situarla sulla cartina, ma nemmeno sanno a che nazione appartiene. Con tutto ciò vorrei sottolineare che, per fortuna o per disgrazia, la Sardegna in Spagna è una grande sconosciuta, nonostante gli stretti rapporti che, in diversi momenti storici, sono esistiti tra la Spagna e l’isola. [...] Tutto sommato, l’importante è che quando finalmente l’ignorante viaggiatore sbarca a Porto Torres e si dirige verso il Sud, e osserva il paesaggio che ha davanti agli occhi, la prima cosa che si produce è una specie di identificazione e dentro di sé pensa che quella potrebbe essere l’Extremadura o qualche parte della provincia di Guadalajara o di Huelva.
Poi, quanto più si addentri verso l’interno, percorrendo le sue inestricabili strade, e scopra i paesaggi boscosi nella zona di Desulo, Tonara o Gavoi, dovrà confessare che la Sardegna ha in sé qualcosa di un piccolo e inspiegabile miracolo, in un mondo sempre più minacciato dalla stupidità umana. Questo miracolo non si limita ai boschi e alle gole dell’interno, in cui abbondano i castagni, i noci, i roveri, le querce che formano barriere inespugnabili, ma può estendersi anche alla sua costa, una delle più belle che ho avuto la fortuna di conoscere. Farsi il bagno nel mare della Sardegna è un’esperienza unica. Parlo soprattutto della sua costa orientale, quella che conosco meglio e nella quale ho trascorso più tempo nelle mie varie visite. [...] Goloritzé, Sisine, Cala Luna, Mariolu, sono nomi che mi evocano acque di un colore impossibile e cangiante, dal turchese allo smeraldo, cale di sabbia e pietre bianche racchiuse tra vertiginose pareti di granito su cui sorvolano i falchi di Regina. Quando mi immergo in quelle acque, cercando di avvistare la nave che affondò a Portu Quau lo stesso anno in cui io nacqui, il 1965, o inseguendo i pesciolini tra gli scogli nei pressi della Torre di Bari o nella spiaggia di Cea, è come se, non solo il mio corpo ma anche e soprattutto il mio spirito si purificasse e si liberasse di quella superflua zavorra di inutili preoccupazioni, assurdo sconforto e puerili inquietudini, che ci ubicano così lontano da ciò che la Sardegna significa: spensieratezza, quiete, calma e raccoglimento.
Ma la Sardegna non è un semplice paesaggio senza figure. In Sardegna ci sono i Sardi e questo la rende ancora più ricca, più interessante, più essenziale. Non voglio cadere in luoghi comuni, né lasciarmi trasportare da nessun tipo di entusiasmo, ma devo dire con tutta sincerità che in Italia ho sempre trovato persone amabili e generose in ogni posto in cui sono stato: forse mi ha sempre accompagnato la fortuna, però non ho mai avuto una sola esperienza negativa che mi faccia mettere minimamente in questione tale affermazione. E se in Italia, come ho appena detto, ho trovato sempre amabilità e generosità, in Sardegna queste caratteristiche si sono fatte ancora più evidenti. [...]
Per altri aspetti la Sardegna può forse deludere qualche turista distratto. La Sardegna non è la Toscana, non è Venezia né Roma. Chi spera di trovare città o paesi straordinariamente monumentali resterà deluso. Esistono esempi interessanti e di grande bellezza: città e paesi ameni, con palazzi, chiese o musei che bisogna visitare come Sassari, Alghero, Bosa, Nuoro, Aritzo, Oristano, Cagliari... Resti archeologici di grande suggestione e bellezza, come il Tempio di Antas, o i complessi di Nora e Tharros... o i favolosi e babilonici nuraghi. Nel nord è fantastico il susseguirsi di piccole chiese romaniche (nella zona del Logudoro). Però, non esiste quell’aspetto, che tanto interessa al turista, di una bellezza e uno splendore monumentale che ti saltano agli occhi. In Sardegna bisogna essere pazienti e perseveranti: bisogna guardare piano, con calma, senza pregiudizi. La Sardegna, oggi come oggi, e per fortuna, è per i viaggiatori, non per i turisti. [...]
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